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	<title>CARTA STRACCIA – Il blog di Juri Bossuto</title>
	<link>http://juribossuto.it</link>
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	<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 14:56:32 +0000</pubDate>
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	<language>en</language>
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		<title>I piatti di &#8220;Vietti&#8221;: ossia l&#8217;arte tagliata anche nella libera espressione, oltre che nei fondi. Buon 1012!!</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 14:55:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>juribossuto.it</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[      Venerdì 23 dicembre ero nei pressi di via Maria Vittoria nel momento in cui polizia e carabinieri la blindavano, a causa di un’emergenza non bene specificata sul momento. Ho assistito, con una certa non celata curiosità, ad una situazione paradossale che ha avuto quale scenario un centro città bloccato per alcune ore e gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font face="Calibri">      Venerdì 23 dicembre ero nei pressi di via Maria Vittoria nel momento in cui polizia e carabinieri la blindavano, a causa di un’emergenza non bene specificata sul momento. Ho assistito, con una certa non celata curiosità, ad una situazione paradossale che ha avuto quale scenario un centro città bloccato per alcune ore e gli stessi servizi del trasporto pubblico deviati su altri tragitti. L’arrivo degli artificieri ha destato in me preoccupazione comprendendo che in quel luogo, lo stesso palazzo Carpano davanti a cui era normale vedere auto di scorta sostare ogni giorno, era forse la sede di qualche autorità a me sconosciuta ora gravemente minacciata da trame oscure. </font><font face="Calibri">     </font></p>
<p><font face="Calibri"> Solo il giorno a seguire i media, non tutti, hanno riportato la scansione degli avvenimenti: il minacciato era il Vice Presidente del CSM Vietti e la minaccia consisteva in alcuni piatti attaccati al muro di quel palazzo ove aveva sede il suo ufficio. Sono rimasto allibito ancor più quando ho letto della performance artistica che in realtà risiedeva in quelle ceramiche e dell’accusa, conseguente, di procurato allarme formulata agli artisti autori dell’opera.</font><font face="Calibri">     </font></p>
<p><font face="Calibri">Pur consapevole del mio andare in controtendenza vorrei esternare la mia solidarietà a Petracci, Delmastro, Betolami: artisti vittime di un clima nazionale cupo e pieno di paure. Quei “piatti” infatti erano appesi al muro di palazzo Carpano, ed anche in via Roma angolo via Maria Vittoria, da alcuni giorni. Tutti coloro che li hanno osservati, compreso chi scrive, traducendo al contempo le scritte in esse contenute hanno pensato ad un’azione puramente d’arte. La buona fede del cittadino comune ha collegato quelle istallazioni ad una espressione di libertà di opinione (art. 21 Costituzione) seppur dal sapore vagamente situazionistico. Sinceramente non so come sia stato possibile costruire un teorema che legasse le ceramiche alla A di anarchia, appartenente ad una scritta da tempo presente su quel muro, sotto la quale sono state ritrovate.</font><font face="Calibri">      </font></p>
<p><font face="Calibri">E’ agghiacciante osservare come si costruiscano ipotesi di attentato alla incolumità di politici su  basi che sembrano tratte dal “Quesito con la Susy” della Settimana Enigmistica, più che da fatti reali. E’ triste ricordare che tre giovani artisti rischiano il processo per un tentativo di libera espressione, e denuncia sui tagli alla cultura, che Torino non ammette più da tempo. </font><font face="Calibri">     </font></p>
<p><font face="Calibri">Pubblicità gratuita quindi per l’on. Vietti e tanta amarezza, mista disgusto, per noi comuni mortali. Sensazioni  unite ad un insegnamento importante: prima di sostare innanzi ad un palazzo storico accertarsi prima su chi risiede al suo interno, poiché questa è la premessa per capire se sarete assoggettati, o meno, a pesanti limitazioni nella vostra libertà di espressione. Il sistema feudale dei signorotti è tornato con buona pace delle libertà costituzionalmente garantite (ma non sempre e con qualche deroga qui e là). </font><font face="Calibri">    </font></p>
<p><font face="Calibri"> Buon anno 1012!</font><font face="Calibri"> </font></p>
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		<title>Hanno implotonato ed allineato non solo gli operai di Pomigliano, ma anche tutti i cittadini nonché molti organi di informazione.</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 07:43:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>juribossuto.it</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Carta straccia: appunti vari]]></category>

		<category><![CDATA[Informazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella pausa imposta al regime berlusconiano dalla finanza europea, il mondo dell’informazione sembra ritrovare una rinnovata omogeneità di intenti e notizie.
    I media ripropongono il mare piatto, l’olio fermo, ogni qualvolta ritraggono la società e l’economia italiana. Accantonato il Silvio nazionale sembra sia venuta meno la materia del contendere: non vi sono più pro e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><font face="Calibri">Nella pausa imposta al regime berlusconiano dalla finanza europea, il mondo dell’informazione sembra ritrovare una rinnovata omogeneità di intenti e notizie.</font></p>
<p><font face="Calibri">    I media ripropongono il mare piatto, l’olio fermo, ogni qualvolta ritraggono la società e l’economia italiana. Accantonato il Silvio nazionale sembra sia venuta meno la materia del contendere: non vi sono più pro e contro il Presidente del consiglio, ma solo apologeti dell’attuale sistema. </font></p>
<p><font face="Calibri">   Gli ultimi avvenimenti forniscono un quadro agghiacciante del modello di informazione a cui sembrano fare riferimento i mezzi di comunicazioni nostrani. Il pensiero unico torna a dominare la carta stampata e le televisioni non lasciando più spazio alle voci di dissenso, rubricate quali esternazioni dei soliti disturbatori di professione.</font></p>
<p><font face="Calibri">   Alcuni esempi di questi ultimi giorni sembrano non fare molto onore a quell’articolo 21 della Costituzione che protegge la libertà di stampa e di opinione, fornendo al contrario la certezza dei tanti filtri che avvolgono, e cancellano, quel che non si uniforma all’esistente.</font></p>
<p><font face="Calibri">   A prova di quanto affermato, tra le tante, le nuove accuse di violenza rivolte alla manifestazione No TAV dell’8 dicembre scorso: gli organi di stampa continuano, infatti, a vedere solo la rabbia di chi protesta senza nulla eccepire sulla violenza di uno Stato che, per costruire una linea ferroviaria, spende migliaia di Euro al giorno al fine di presidiare militarmente il cantiere privato ed avvia la costruzione, sul modello della Guerra Fredda o di quanto fatto in Israele ed Usa (sul confine del Messico), di un muro anti dissenso in cemento armato. </font></p>
<p><font face="Calibri">    Tante sono le pagine quotidianamente dedicate alla critica dei militanti in Valle Susa, giungendo a raggiungere lo sproposito se paragonate al vero delitto dell’anno, ossia l’assalto xenofobo al campo nomadi di Torino nord. Una vicenda oscena e che, per poco, poteva causare delle vittime tra i rom; una pagine nera per Torino nata da una manifestazione organizzata prima ancora di avere certezze in merito al presunto stupro, ad opera di non identificati zingari, poi smentito. Sulla base di notizie da verificare è stata organizzata la solita fiaccolata di alcuni cittadini che invocavano sicurezza dove spiccava, tra i pericolosi presupposti razzisti della manifestazione stessa, anche la segretaria provinciale del PD, nonché presidente della quinta circoscrizione: un fatto gravissimo quasi taciuto dalla Rai Piemonte e non solo.</font></p>
<p><font face="Calibri">    Infine mercoledì scorso quando lo sconforto ha dato una stretta al cuore mentre scorrevano sul Tg3 Piemonte le immagini della “sfilata” tra operai in tuta bianca nello stabilimento di Pomigliano. Il servizio giornalistico ha dato risalto ad una notizia extra regionale poiché inerente la magnanima FIAT ed alle paradossali, nonché a mio giudizio offensive, parole di Elkan ( tipo: si dimostra che al Sud c’è voglia di lavorare) e Marchionne (del genere: chi non è con noi è contro l’azienda) relegando la Fiom a ruolo di disturbatori fini a se stessi. Quelle immagini dei lavoratori implotonati ed allineati, nelle loro divise nuove, mi ha riportato alla mente le misure contro la devianza dei discoli attuate sul finire dell’Ottocento: epoca a cui facciamo ritorno solo per la repressione e non per le idee che, in quegli anni, iniziavano a cambiare davvero la Storia muovendo i loro primi passi.  </font></p>
<p><font face="Calibri">    Chiudo con il servizio delle Messa celebrata nell’androne di via Verdi per il Natale dei dipendenti Rai, come dire che il vero proprietario del servizio pubblico, l’Arcivescovado, benediceva in tal modo i suoi lavoratori: la cartina torna sole di come viene intesa, dalla direzione via Verdi, la libertà di stampa e l’obiettività. Spesso mi chiedo chi me lo ha fatto fare di contribuire a difendere la Rai in questi anni di attacchi da parte del Governo, poi ho trovato la risposta: quei lavoratori e giornalisti liberi ed in buona fede che non vanno lasciati soli a combattere spesso anche contro i loro responsabili amministrativi e di testata. Mi consolo solo nel non possedere la televisione e di scroccare qua e là immagini che, se fossero continue, non sarebbero per me sostenibili.</font></p>
<p><font face="Calibri"> </font><font face="Calibri"> </font></p>
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		<title>Due lettere a Specchio dei Tempi mai così &#8220;Specchio&#8221; di questi tempi medioevali fatti di clientele e privato.</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 20:47:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>juribossuto.it</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[La Stampa in edicola ieri riportava due interessanti lettere contenute nella rubrica “Specchio dei Tempi”. 
La prima narrava la cinica, insopportabile, insistenza di una compagnia telefonica che è riuscita prima ad imporre il cambiamento del gestore ad una signora afflitta da Alzheimer, quindi non titolata a farlo, e poi ad impedirle di recedere dal nuovo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font face="Calibri">La Stampa in edicola ieri riportava due interessanti lettere contenute nella rubrica “Specchio dei Tempi”. </font></p>
<p><font face="Calibri">La prima narrava la cinica, insopportabile, insistenza di una compagnia telefonica che è riuscita prima ad imporre il cambiamento del gestore ad una signora afflitta da Alzheimer, quindi non titolata a farlo, e poi ad impedirle di recedere dal nuovo patto poiché necessaria la dichiarata volontà della medesima.</font><font face="Calibri"> </font></p>
<p><font face="Calibri">La seconda lettera invece conteneva una lamentela di una cittadina nei confronti dell’agenzia trasporti torinese, di cui un addetto ha verbalizzato una sanzione non dovuta, ma a nulla è valsa l’opposizione alla multa se non nel comportare il pagamento, alla fine del faticoso percorso burocratico di difesa, del doppio della contravvenzione stessa.</font><font face="Calibri"> </font></p>
<p><font face="Calibri">Le due lettere hanno destato la mia attenzione poiché credo che bene ritraggano le conseguenze derivanti dalla privatizzazione dei servizi alla collettività: l’abbandono delle persone a se stesse ed il loro continuo soccombere innanzi al privato. </font></p>
<p><font face="Calibri">Con l’uscita della gestione pubblica dal cosiddetto mercato, il cittadino non è stato più considerato tale dagli erogatori delle prestazioni, ma semplicemente un papabile cliente a cui prendere il più possibile. La corsa ad accaparrarsi un nuovo utente, sia nella telefonia che nel settore energie, non conosce limiti di decenza giungendo a proporre, attraverso canali strettamente impersonali, presunti vantaggiosi contratti a cui accedere con un semplice “si” dichiarato alla cornetta telefonica. Un sistema che facilita truffe e ricerche persecutorie nei riguardi dei cittadini soprattutto anziani.</font><font face="Calibri"> </font><font face="Calibri">Idem per i trasporti che hanno il compito di fare cassa senza assolutamente affidarsi alla comprensione oppure alla pietà umana: chi non paga viene punito pesantemente, ogni appello viene reso difficile nella sua trafila burocratica, cosicché anche chi può dimostrare le sue legittime ragioni, come nel caso descritto nella rubrica “Specchio dei Tempi”, si vede costretto a soccombere.</font><font face="Calibri"> </font></p>
<p><font face="Calibri">Eppure mai come oggi continuano a dirci che la privatizzazione è giusta nonché bella, anche se sfido tutti a farmi un solo esempio di privatizzazione utile agli utenti ed all’economia pubblica. </font><font face="Calibri"> </font></p>
<p><font face="Calibri">Gran parte della politica sembra non voler vedere cosa sta accadendo intorno a se stessa. Diritti assoluti, personali e decenza sembrano affondare ogni giorno di più sotto il tallone dell’interesse di mercato. Chi viene eletto nelle pubbliche istituzioni si adatta molto bene al contesto sprezzante, verso ogni buona fede, che è venuto a crearsi nelle pieghe della società connessa agli affari facili.</font><font face="Calibri"> </font></p>
<p><font face="Calibri">Lo testimonia il fare politica unito a doppio filo con il sistema clientelare. In questi giorni un esponente del mondo politico cittadino sembra abbia consegnato, ad alcuni suoi elettori, una decina di posti di lavoro legati ad un nuovo centro commerciale collocato a Torino Nord, nei pressi dell’ex stadio delle Alpi, mentre un altro (dello schieramento opposto) si dice sia riuscito ad inserire ancora una volta associazioni e consorzi, a lui vicini, in assegnazioni di immobili appena ristrutturati a spese del capoluogo piemontese.</font><font face="Calibri"> </font></p>
<p><font face="Calibri">Stare sul territorio non credo voglia dire fare regalie ai propri amici, ma comprendere le difficoltà in cui si vive quotidianamente e combattere per l’affermazione dei diritti violati. Purtroppo vige il contrario a favore di valvassori e valvassini feudali, introducendo nuovamente un sistema dove progetti pubblici ed assunzioni avvengono quasi solo più per raccomandazione e voto di scambio: ombre di un terribile medio evo su cui nessuno accende lumi, neppure chi dovrebbe ordinare indagini ed invece guarda solo a chi manifesta dissenso in valle Susa.</font><font face="Calibri"> </font><font face="Calibri"> </font></p>
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		<title>Carceri malate e sprechi che si sottraggono al divino spread: scelte in realtà lontane da qualsiasi Legge Divina.</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 10:27:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>juribossuto.it</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Uno strano senso di impotenza mi ha colto ieri mentre svolgevo la visita istituzionale all’interno della casa di reclusione di Saluzzo. Il gruppo che ha condotto il sopralluogo carcerario, guidato dal consigliere regionale Artesio, è stato continuamente investito del problema riguardante la sanità penitenziaria. Il quadro che ne è emerso pare infatti al limite del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font face="Calibri">Uno strano senso di impotenza mi ha colto ieri mentre svolgevo la visita istituzionale all’interno della casa di reclusione di Saluzzo. Il gruppo che ha condotto il sopralluogo carcerario, guidato dal consigliere regionale Artesio, è stato continuamente investito del problema riguardante la sanità penitenziaria. Il quadro che ne è emerso pare infatti al limite del collasso di sistema: la casa di detenzione, che attualmente ospita circa 400 detenuti, arriverà presto a raddoppiare la capienza mentre la logistica medico ospedaliera è insufficiente, già oggi, nel rispondere alle quotidiane richieste dei reclusi. Purtroppo non prevedendo migliorie nell’assistenza clinica, contestualmente alla duplicazione dei posti letto conseguente all’enorme ampliamento della struttura carceraria stessa, è facile immaginare cosa possa accadere nel prossimo futuro.</font><font face="Calibri"> </font><font face="Calibri">     Poco possono fare la buona volontà del direttore e la presenza continua del medico nell’infermeria interna al carcere, poco può fare un’Asl al limite della propria capacità di pesa, poco può fare la pazienza di chi passa la giornata tra sbarre ed in spazi interni insufficienti al mantenimento di una minima dignità personale. In tale contesto passano addirittura in secondo piano problemi quali la consegna dei pacchi familiari ai detenuti, oggi in via di soluzione dopo un periodo difficile, e l’assenza di una possibilità di istruzione per i condannati dell’alta sorveglianza di Saluzzo. </font><font face="Calibri"> </font><font face="Calibri">  </font></p>
<p><font face="Calibri">  Mancano soldi, manca la presenza del territorio, manca l’appoggio ai volontari ed agli educatori che si occupano di carcere, manca la superficie ed i servizi destinati ai prigionieri. I coraggiosi tentativi di avvio al lavoro di chi è ospitato in Saluzzo, come in altri luoghi di reclusione, deve fare continuamente i conti con la regolare assenza di fondi pubblici a questo destinati ed, ancora una volta, tutto si appoggia così sulla tenacia di operatori, cooperative, direttori e detenuti medesimi. </font><font face="Calibri"> </font><font face="Calibri">    </font></p>
<p><font face="Calibri">Eppure i soldi ci sarebbero. Basta dare una lettura ai giornali di questi ultimi giorni per averne la conferma. Non parlo dei soliti argomenti, seppur legittimi, delle indennità spettanti a parlamentari e consiglieri, ma di quanto viene sprecato nel finanziare attività inutili o per lo meno superflue. In questo istante molti penseranno alla Tav, invece voglio andare altro al simbolo dello sperpero per eccellenza fissandomi su due temi: l’esercito italiano e le regalie contenute nell’ultima manovra. </font><font face="Calibri"> </font><font face="Calibri">   </font></p>
<p><font face="Calibri"> Il sistema militare, scrive La Repubblica di venerdì 11 novembre, raggiunge un impegno di bilancio  vicino ai 27 miliardi di Euro, a cui si aggiungono le spese a questa indirizzate dal Ministero dello Sviluppo economico. Sono 12.000 i soldati impegnati in missioni all’estero, mentre l’organico totale si compone di 190.000 persone di cui 98.000 sono gli ufficiali. 15 milioni di Euro sono stati destinati alla superflua mini naja, le alte cariche con le stellette costano 3 milioni poiché alloggiate in abitazioni che arrivano sino a 600 metri quadri per famiglia. Non mancano indennità ricche e Maserati destinate agli alti ufficiali, che si addizionano ai 15 miliardi previsti per l’acquisto di 131 caccia F-35. In realtà sommando tutte le voci di spesa inerenti l’Esercito si arriva, afferma sempre il quotidiano La Repubblica, a circa 45 Miliardi di Euro: almeno un paio di manovre.</font><font face="Calibri"> </font><font face="Calibri">   </font></p>
<p><font face="Calibri"> Infine, come veniva accennato, non va dimenticato quanto regalato dall’ultima incredibile legge di manovra finanziaria. Questa infatti ha previsto circa 150 milioni per attività legate ai territori dei singoli parlamentari, una norma definita dal giornalista Roberto Petrini  “Legge Mancia”, e 3 milioni al fine di pagare il servizio di cronaca parlamentare svolto da Radio Radicale.</font><font face="Calibri"> </font><font face="Calibri">   </font></p>
<p><font face="Calibri"> Insomma quando si vuole i soldi spuntano senza pensare troppo a spread e speculazioni di borsa. Ordini conseguenti a volontà che piovono dall’alto impongono di continuo sacrifici ai comuni mortali. Non si guarda al taglio dei vagoni letto per i pendolari, non si sentono le grida d’allarme che giungono da welfare ed istruzione. Solo favori e clientele sembrano nascere da molte scelte politiche intanto che i mercati, in base a leggi tuttaltro che divine, regolano le nostre sofferenze umane.</font><font face="Calibri"> </font></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Insultato da un passante vado fiero delle mie idee. Quanti possono dire lo stesso?</title>
		<link>http://juribossuto.it/2011/11/06/insultato-da-un-passante-vado-fiero-delle-mie-idee-quanti-possono-dire-lo-stesso/</link>
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		<pubDate>Sun, 06 Nov 2011 12:42:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>juribossuto.it</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Carta straccia: appunti vari]]></category>

		<category><![CDATA[comune]]></category>

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		<description><![CDATA[ In questi giorni difficili per (quasi) tutti è davvero difficile non essere colti da una profonda stanchezza interiore leggendo le dichiarazioni rilasciate da chi amministra il nostro Stato, ma anche gli enti  locali.    Non solo deprimono le agenzie stampa che riportano le affermazioni poco rassicuranti provenienti dal Presidente del Consiglio, in cui si indica nei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font face="Times New Roman"> </font><font face="Times New Roman">In questi giorni difficili per (quasi) tutti è davvero difficile non essere colti da una profonda stanchezza interiore leggendo le dichiarazioni rilasciate da chi amministra il nostro Stato, ma anche gli enti  locali.</font><font face="Times New Roman">    </font><font face="Times New Roman">Non solo deprimono le agenzie stampa che riportano le affermazioni poco rassicuranti provenienti dal Presidente del Consiglio, in cui si indica nei ristoranti pieni la prova dell’assenza di crisi in Italia, ma danneggiano la speranza per una politica migliore anche le recentissime affermazioni rilasciate dall’assessore torinese Pellerino, in occasione del dibattito in commissione inerente i precari dei nidi cittadini.</font><font face="Times New Roman"> </font></p>
<p><font face="Times New Roman">   </font><font face="Times New Roman">L’assessore in quota SeL ammette che non vorrebbe essere nei panni dei precari, neppure di un assessore quale è lei, limitando alla prospettiva di una deroga al patto di stabilità l’unica possibilità positiva al dramma dei precari: insomma l’ammissione che non vi è soluzione alcuna. </font><font face="Times New Roman">    </font></p>
<p><font face="Times New Roman">Per quanto concerne il non volere l’assessore indossare gli abiti di un assessore la soluzione sembra facile e si chiama “dimissioni”, che giunti a questo punto auspicherei al più presto evitando pure gravi sdoppiamenti di personalità, mentre per garantire ai nidi di poter usufruire della professionalità in capo ai precari occorrerebbe solo reperire risorse evitando gli sprechi a cui siamo da tempo abituati.</font><font face="Times New Roman">    </font></p>
<p><font face="Times New Roman">Invitare i precari ad affidarsi all’imprenditoria sociale, come è stato detto in sede comunale, pare davvero un paradosso quasi offensivo sia nei loro confronti che in coloro che ancora credono che la giunta Fassino possa definirsi di Sinistra.</font><font face="Times New Roman">     </font></p>
<p><font face="Times New Roman">Oggi pomeriggio un passante, con gli occhi pericolosamente sgranati, incrociandomi ha gridato con violenza “Comunista di merda”: alla luce di quanto viene compiuto da chi si definisce di Sinistra, e da chi invece è dichiaratamente berlusconiano, mi tengo l’insulto e ne faccio preziosa medaglia da appuntarmi al petto.</font><font face="Times New Roman"> </font><font face="Times New Roman"> </font><font face="Times New Roman"> </font></p>
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		<title>Agonia Italia: siti inutili di interesse nazionale e lavoro negato.</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 08:15:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>juribossuto.it</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Diritti]]></category>

		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

		<category><![CDATA[No tav]]></category>

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		<description><![CDATA[COMUNICATO STAMPA
Agonia Italia: siti inutili di interesse nazionale e lavoro negato
    Evidentemente il crollo di un sistema Paese viene annunciato da alcuni sintomi quali l’incoerenza, l’informazione deformata, la scomparsa di ogni etica nei più della classe politica, l’impossibilità di una visione sociale a lungo periodo ed il nepotismo clientelare, che pervade ogni piega del pubblico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><font face="Calibri">COMUNICATO STAMPA</font></strong></p>
<p><strong><font face="Calibri">Agonia Italia: siti inutili di interesse nazionale e lavoro negato</font></strong></p>
<p><font face="Calibri">    Evidentemente il crollo di un sistema Paese viene annunciato da alcuni sintomi quali l’incoerenza, l’informazione deformata, la scomparsa di ogni etica nei più della classe politica, l’impossibilità di una visione sociale a lungo periodo ed il nepotismo clientelare, che pervade ogni piega del pubblico e del privato. </font></p>
<p><font face="Calibri">    Segnali di una patologia annunciatasi quale inevitabile in Italia, a prescindere da Centro Destra e Centro Sinistra al governo, e che hanno ancora una volta denuncia nel lavoro e nella TAV  il segnale del degrado imminente. La Lear “dismette” letteralmente i suoi lavoratori, che si aggiungono ai tanti impegnati a presidiano cancelli chiusi, mentre Pininfarina,Ilmas e decine di altre aziende proseguono nell’opera di abbandono del territorio e della produzione. Un collasso di diritti in capo al lavoro ed alla fattura materiale sembrano dare vita al sogno “dell’Italia da bere”. </font></p>
<p><font face="Calibri">    L’asso della manica, la Panacea di ogni cosa, rimane il TAV: la promessa di sviluppo e lavoro da qui a 20 anni. Una follia che sembra partorita da un autore di fumetti anziché dal potere politico economico di casa. Gli industriali a novembre metteranno sulle televisioni nazionali il loro spot, modello famiglia del Mulino Bianco, che narrerà una linea ad alta velocità serena e da favola. Intanto il sito del cantiere ferroviario viene dichiarato “di interesse nazionale” e chi lo varca non autorizzato rischia da una fucilata a qualche anno di galera: una serie di contraddizioni sintomo di quanto annunciato.</font></p>
<p><font face="Calibri">    I lavoratori  nel silenzio di ministri (ed assessori vari) attenderanno il miracolo Tav e certa informazione certificherà, trasformandolo in verità, lo spot del TAV tracciato Bianco. Altro sintomo: i telegiornali, compreso il regionale RAI, quando scoppiano gli contri trasmettono a iosa le bandiere della Federazione della Sinistra, ma quando va tutto bene come domenica scorsa se ne guardano bene dal farlo. Un’agonia lunga quella politica italiana, una malattia che uccide la libertà di popolazioni intere nel nome di pochi pasciuti Baroni di potere.</font></p>
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		<title>Comunicato: ancora una volta gli scenari apocalittici della vigilia si sono frantumati davanti alle ragione del Movimento No Tav.</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Oct 2011 13:01:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>juribossuto.it</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[No Tav e trasporti]]></category>

		<category><![CDATA[No tav]]></category>

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		<description><![CDATA[    In molti, nei giorni scorsi, hanno sperato che la manifestazione di oggi in valle di Susa si trasformasse in una semplice prova di forza dai risvolti drammatici. Invece ancora una volta i valsusini hanno dimostrato un grandissimo senso di responsabilità, sfidando a migliaia sentieri e freddo per ribadire la propria indignazione, e contrarietà, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font face="Calibri">    </font><font face="Calibri">In molti, nei giorni scorsi, hanno sperato che la manifestazione di oggi in valle di Susa si trasformasse in una semplice prova di forza dai risvolti drammatici. Invece ancora una volta i valsusini hanno dimostrato un grandissimo senso di responsabilità, sfidando a migliaia sentieri e freddo per ribadire la propria indignazione, e contrarietà, in merito ad un’opera utile a pochi e dannosa ai più.</font><font face="Calibri"> </font></p>
<p><font face="Calibri">     I pronostici della vigilia legati agli scenari apocalittici di chi invocava la militarizzazione dell’intera valle, cadono miseramente in frantumi innanzi alla determinazione, lucida e piena di disinteressata passione, di chi da anni lotta per evitare uno scempio ambientale ed economico senza eguali.</font></p>
<p><font face="Calibri">    Rimangono ad occupare il cantiere gli sprechi derivanti dall’insediamento dei sondaggi geologici, modello “Cinecittà”, aperti a Chiomonte a cui si sommano i costi, in molte migliaia di Euro, per la vigilanza dell’area affidata al personale, sempre più stremato,  dei polizia ed esercito.</font></p>
<p><font face="Calibri">    L’Europa, che in passato qualcuno indicava come la grande finanziatrice del Tav, si appresta a coprire forse solo il 40% del costo legato all’opera, chiudendo gli occhi davanti al grande dissenso manifestato da un popolo intero. Lo scenario apocalittico può essere riconducibile solo alla colpa grave di chi difende il progetto Tav a tutti i costi. Credo, ma è solo un’opinione personale, sia giunto il momento di tornare a manifestare davanti alle sedi del potere di Torino.</font></p>
<p><font face="Calibri"> </font><font face="Calibri"> </font><font face="Calibri"> </font></p>
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		<title>Piazze e precari: alla legge Reale la soluzione, nel silenzio di assessori e giunte varie.</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 06:49:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>juribossuto.it</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

		<category><![CDATA[Asili]]></category>

		<category><![CDATA[Legge Reale]]></category>

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		<category><![CDATA[torino]]></category>

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		<description><![CDATA[    Sembra incredibile la dinamica di quello che sta accadendo intorno a noi quotidianamente. La classe politica che non si turba innanzi a nulla sembra perdere, clamorosamente, ogni controllo davanti a quanto avvenuto sabato a Roma. Un’agitazione parlamentare irrefrenabile che conduce a voler reintrodurre la legge Reale ed a considerare i disordini di piazza quali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font face="Calibri">    </font><font face="Calibri">Sembra incredibile la dinamica di quello che sta accadendo intorno a noi quotidianamente. La classe politica che non si turba innanzi a nulla sembra perdere, clamorosamente, ogni controllo davanti a quanto avvenuto sabato a Roma. Un’agitazione parlamentare irrefrenabile che conduce a voler reintrodurre la legge Reale ed a considerare i disordini di piazza quali atti di “terrorismo urbano”. Ritorna quella legge Reale già considerata liberticida negli anni di piombo, e mai abrogata malgrado la fine dei motivi da cui scaturì, al fine dichiarato di controllare l’agitazione sociale, per fermare un malessere crescente di giorno in giorno.</font><font face="Calibri"> </font><font face="Calibri">   </font></p>
<p><font face="Calibri">   Nulla smuove la Politica, la “P” maiuscola è una concessione puramente gratuita, se non gli atti che mettono a repentaglio la sicurezza della propria esistenza. Non stupisce quindi il suo silenzio, a Torino, innanzi alla consulenza da 160 mila Euro  affidata da GTT, non stupisce neppure la futura consulenza da 400 mila Euro destinata a chi preparerà le nuove ipotesi speculative su Torino nord.</font><font face="Calibri">Nel Paese del nepotismo, delle corporazioni, delle baronie  i politici non battono quasi ciglio di fronte alla candidatura “sicura” di Di Pietro Jr. o la cooptazione stampo feudale alla guida della Lega già pronunciata a favore del Trota. </font><font face="Calibri"> </font><font face="Calibri">    </font></p>
<p><font face="Calibri">    Nessun stupore per loro, ma la natura umana vorrebbe il contrario. Dopo aver saccheggiato il Pubblico, ora gli amministratori al potere si richiamano ai patti di stabilità e, nel loro nome, sono pronti a svendere quanto amministrato al primo amico, privato, che passa loro innanzi, con buona pace di dipendenti e precari. Vergognoso esempio giunge dalla conduzione in corso, a firma di una giunta detta di Centrosinistra ed un assessore autodichiaratosi addirittura di Sinistra (SEL),  della questione che interessa il futuro degli asili nido torinesi, nonché delle giovani persone che ne garantiscono “precariamente” la continuità di servizio. </font><font face="Calibri"> </font><font face="Calibri">   </font></p>
<p><font face="Calibri">    Ieri il coordinamento precari nido e materne ha simulato, in piazza davanti al comune, il funerale del diritto all’istruzione e della felice sicurezza dei bambini. Dal palazzo comunale l’assessore, senza scendere tra le manifestanti (forse poiché già temeva l’applicazione della Reale) ha avuto un’idea di Sinistra: i precari non riassunti saranno aiutati ad entrare nell’impresa sociale, ossia saranno sostenuti a diventare nuovi sfruttati nel nome della stabilità (di chi poi?).</font><font face="Calibri"> </font><font face="Calibri">    </font></p>
<p><font face="Calibri">    Così il Pubblico che non riuscirebbe a pagare il personale alle sue dipendenze, si appresta ad appaltare i servizi a cooperative sapendo su cosa risparmiare: i costi umani. Un quadro che si avvera con la benedizione delle Fondazioni, di cui alcuni settori interni sono probabilmente interessati al business che si profila.</font><font face="Calibri"> </font><font face="Calibri">    </font></p>
<p><font face="Calibri">    Solo il buon senso potrà salvarci tutti dalle piazze impazzite, in caso contrario temo che la legge Reale potrà solo riempire le galere e nulla più. </font></p>
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		<title>Bigliettaio sui mezzi GTT: da proposta antieconomica, a servizio appaltato a terzi.</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 19:23:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>juribossuto.it</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Diritti]]></category>

		<category><![CDATA[appalto terzi]]></category>

		<category><![CDATA[bigliettai]]></category>

		<category><![CDATA[GTT]]></category>

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		<description><![CDATA[    Ieri sera, prima di saperlo dai giornali di stamane, ho avuto modo di incontrare i nuovi bigliettai sulla linea 4. Innanzi a loro mi è giunto lo stupore, poiché mi trovavo davanti alla realizzazione pratica di quanto da me ipotizzato qualche tempo fa. All’epoca, saputo di un’ennesima aggressione subita dall’autista di bus,  proposi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font face="Calibri">    Ieri sera, prima di saperlo dai giornali di stamane, ho avuto modo di incontrare i nuovi bigliettai sulla linea 4. Innanzi a loro mi è giunto lo stupore, poiché mi trovavo davanti alla realizzazione pratica di quanto da me ipotizzato qualche tempo fa. All’epoca, saputo di un’ennesima aggressione subita dall’autista di bus,  proposi di dotare di bigliettai i mezzi pubblici torinesi, al fine di garantire la sicurezza dei conducenti e fornire, agli utenti, la possibilità di acquistare il documento di viaggio a bordo del mezzo stesso.</font></p>
<p><font face="Calibri"> </font></p>
<p><font face="Calibri">   La risposta che ottenni, proprio da GTT e comune di Torino, all’indomani della  mia proposta in merito alla reintroduzione dei bigliettai, fu negativa e venne motivata adducendo l’antieconomicità dell’iniziativa. In campagna elettorale, comunale, non ci arrendemmo e rilanciammo l’idea anche al fine di garantire nuovi posti di lavoro presso l’azienda dei trasporti torinesi.</font></p>
<p><font face="Calibri"> </font></p>
<p><font face="Calibri">   Oggi tutto sembra cambiato. Quella che ieri era una proposta maturata nella testa di un comunista sognatore, diventa realtà, ma solo in parte. Poiché l’occasione non fornisce opportunità di nuovo impiego in GTT, ma diventa momento di gestione affidato a cooperative e società esterne. </font></p>
</p>
<p><font face="Calibri">    Lo stupore riguarda quindi il curioso ripensamento della direzione GTT,  il cui amministratore delegato è nel frattempo cambiato, la quale dopo averlo definito antieconomico si ritrova, al contrario, ad apprezzare il progetto dei bigliettai a bordo. Lo stupore ritorna nella scelta GTT di affidare il servizio all’esterno, anziché valutare se tra i suoi dipendenti ve ne fossero disposti a dedicarsi a tale attività, oppure puntando sull’assunzione di nuovo personale.</font></p>
<p><font face="Calibri"> </font></p>
<p><font face="Calibri">    Chissà a quali altre sorprese dovremo prepararci nel prossimo futuro, magari tra questa l’affidamento a cooperative anche del sistema educativo cittadino, nel nome del risparmio presunto e della sicura precarietà con salario da sopravvivenza.</font></p>
<p><font face="Calibri"> </font><font face="Calibri"> </font><font face="Calibri"> </font><font face="Calibri"> </font><font face="Calibri"> </font><font face="Calibri"> </font><font face="Calibri"> </font></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Commento breve a &#8220;Fassino non crede ai beni comuni, e la giunta di Torino cede ai privati.&#8221;- di Maurizio Pagliassotti.</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 12:54:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>juribossuto.it</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Carta straccia: appunti vari]]></category>

		<category><![CDATA[Fassino]]></category>

		<category><![CDATA[privati]]></category>

		<category><![CDATA[torino]]></category>

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		<description><![CDATA[Su Liberazione del 9 ottobre 2011, Maurizio Pagliassotti bene descrive il quadro torinese all&#8217;indomani della sconfitta, nostra, di maggio. A neppure un trimestre dall&#8217;insediamento dell giunta Fassino, il neo sindaco alllunga la sua affusolata ombra sulla Città costruendo, nel grigiume più assoluto, il futuro non dei cittadini, ma di chi ritiene appetitosi alcuni beni per ora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su Liberazione del 9 ottobre 2011, Maurizio Pagliassotti bene descrive il quadro torinese all&#8217;indomani della sconfitta, nostra, di maggio. A neppure un trimestre dall&#8217;insediamento dell giunta Fassino, il neo sindaco alllunga la sua affusolata ombra sulla Città costruendo, nel grigiume più assoluto, il futuro non dei cittadini, ma di chi ritiene appetitosi alcuni beni per ora comunali (ossia di tutti quanto noi torinesi).</p>
<p>Gli asili nido sembrano prepararsi all&#8217;affidamento esterno, mentre le aziende che gestiscono i beni comuni si apprestano ad essere alienta ai soliti del salotto buono pedemontano.</p>
<p>Ricchi affari si profilano all&#8217;orizzonte, consegnando al cartello della Sinistra una magra consolazione: avevamo ragione, ancora una volta, NOI!</p>
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